Caro Diario... Scritto il 18/10/2005
Non ricordo più quanti anni sono passati dalla prima volta che ti ho visto, dalla prima volta che ho pensato che eri una ladra di penne, dalla prima volta che ti ho detto che ti amavo, dalla prima volta che ho capito che dovevo allontanarmi da te. Per anni ho rimosso il perchè di quel gesto che mi ha fruttato solo tre anni di vuoto, non riuscivo a ricordare niente di quei tre anni, niente di ciò che pensavo, solo le date degli esami (e neanche tutti) e piccole cose insignificanti che mi avevano dato fastidio. Ieri ho capito che c'era una cosa nascosta tra le bande del tempo che non volevo vedere, che era così palese che ho dovuto cancellare tutto per non vederlo. Ho recuperato me stessa quest'anno. Non sono più un relitto trascinato dalla corrente. Ho recuperato tutto. Si dice che quando uno ha un'amnesia dovuta a una botta in testa con la seconda botta g li ritorna la memoria. Forse ho visto troppi cartoni animati... ma a me successo così. Adesso vedo. Certo non è un film in prima visione, è anche un po' scontato per me che l'ho già vissuto ma...almeno stavolta vedo l'elefante in salotto. Chissà se lo manderò via stavolta.
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Caro Diario... Scritto il 13/10/2005
Gavin DeGraw
I don't need to be anything other Than a prison guard's son I don't need to be anything other Than a specialist's son I don't have to be anyone other Than the birth of two souls in one Part of where I'm going, is knowing where I'm coming from I don't want to be Anything other than what I've been trying to be lately All I have to do Is think of me and I have peace of mind I'm tired of looking 'round rooms Wondering what I've got to do Or who I'm supposed to be I don't want to be anything other than me I'm surrounded by liars everywhere I turn I'm surrounded by imposters everywhere I turn I'm surrounded by identity crisis everywhere I turn Am I the only one who noticed? I can't be the only one who's learned! I don't want to be Anything other than what I've been trying to be lately All I have to do Is think of me and I have peace of mind I'm tired of looking 'round rooms Wondering what I've got to do Or who I'm supposed to be I don't want to be anything other than me Can I have everyone's attention please? If you're not like this and that, you're gonna have to leave I came from the mountain The crust of creation My whole situation-made from clay to stone And now I'm telling everybody I don't want to be Anything other than what I've been trying to be lately All I have to do Is think of me and I have peace of mind I'm tired of looking 'round rooms Wondering what I've got to do Or who I'm supposed to be I don't want to be anything other than me I don't want to be
certe volte sembra che un tizio qualsiasi sappia cantare esattamente ciò che vuoi e come lo vuoi
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Caro Diario... Scritto il 03/10/2005
Mi hai sventolato sotto al naso la nostra amicizia di lunga data e preteso favori che non dovevo concederti. mi hai scritto lettere che non volevo leggere e hai preteso di conoscermi da sempre. Niente è per sempre. Se invece di parlare tu mi avessi guardato negli occhi solo una volta privo delle tue convinzioni l'avresti capito. Quella persona schiva, dolce, profondamente attaccata ad assurdi ideali, è morta. Già... la persona che conoscevi tu non c'è più, mio piccolo ingenuo bambino. Continua a cantare le tue filastrocche, io non vivrò più nella tua vita.
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Caro Diario... Scritto il 17/09/2005
Un doppio passo, una cosa che mi hai insegnato tu. Dove il guantone colpisce la carne si arrossa. Non è l’unica cosa che mi hai insegnato. Il silenzio è un’altra cosa che ho imparato da te. E quel silenzio me lo porto dentro da anni ormai. L’ho imparato guardandoti negli occhi. All’inizio tra noi c’era sempre il tuo silenzio, poi anche il mio. Forse è per questo che scrivo tanto. A volte quando combatto mi sembra ancora di averti davanti. E’ allora che combatto davvero. Perché so che non posso colpirti, che posso ferirti in mille altri modi ma in quello no. Tu sei molto più brava di me. Devo ammetterlo, ho imparato dalla migliore. Jab, doppio passo, cambio e affondo un dritto al volto che entra, scardinando difese, muscoli, sudore, tutto un mondo. Quando ti ho davanti non riesco a sorridere. A volte mi distraggo e due colpi veloci mi raggiungono e mi riportano prepotenti alla realtà. Mi sveglio “Fatta male?” “No.” Impossibile ferirmi. Un giorno tornai a casa con un occhio nero “una pallonata, ma’” giocavo a calcio, era possibile, era l’unica spiegazione che potevo dare, faceva parte del gioco. Avevo visto il tuo gancio troppo tardi e avevo la guardia bassa, tentai una scivolata ma tu mi raggiungesti prima ed io mi ritrovai stesa per terra, sul tuo tappeto iraniano. Ti chinasti su di me. “Non parlare”, pensai. Fiato corto, il tuo respiro sul mio viso, le tue labbra a pochi centimetri dalle mie. “Non parlare.” Mi rialzo, “Di nuovo!” Sento il sudore delle mie mani che sta impregnando i tuoi guantoni sempre troppo grandi per me e ricominciamo. Non ricordo di averti mai battuto seriamente, ma non mollavo mai, lo sparring partner perfetto, che le prende senza mai lamentarsi, contento di quello che fa, su un ring o nella vita, non m’importava, contava solo stare con te, leader o gregario per me non faceva differenza, non la capivo, non la cercavo, non sapevo. E sono diventata lo sparring partner della mia vita. Credo di averti odiato per questo, molto a lungo. Mentre ti amavo. Adesso non ti odio più. Ho riscritto la mia vita, l’ho riscritta nel sangue, lontano da te, lontano da me. L’ho riscritta col sangue sull’asfalto in una sera amara, col sangue sul paradenti gettato in fretta nella mia borsa, con il sangue che pulsa ancora nelle mie vene. L’ho riscritta, e tu non ci sei. Era un attimo, mi bastava guardarti per annegare nei tuoi occhi, in una vita spesa a fuggire dal mondo, a crearne uno tuo che fosse diverso, senza la pretesa di apparire migliore, semplicemente diverso. Mi tuffavo nel tuo oceano e affogavo nella tua malinconia cercando di immergermi nei tuoi pensieri, dove tu non mi portavi mai. A volte ci trovavo una stella, a volte una perla ed io te la mostravo, stupida idiota, non sapevo che errore stavo commettendo. Non si può insegnare la vita a qualcuno, non puoi mostrare a qualcuno la sua parte più nascosta. Non puoi pretendere che qualcuno ami la vita solo perché gliela spieghi. Ti innamorasti di me, per quello che avevo visto e per quello che tu credi che di te io riuscissi a sopportare. Sbagliando. Io ti amavo, ti avrei amato comunque, anche se tu fossi stata sempre un libro chiuso per me, non me ne sarebbe importato niente, ti avrei aspettato tutta la vita come un naufrago sulla sua isola, felice anche solo di poterti aspettare. Nei tuoi occhi nascondevi verità che non si raccontano, ed io fui così imbecille da indovinarle e negarti la possibilità di tirarle fuori dal posto dove le avevi rinchiuse. Non capivo. Sapere che eri il più severo carceriere oltre che schiavo dei tuoi pensieri non serviva a liberarti da essi. Dalle tue parole dovevano essere affrancati. La mia complicità nel silenzio ha reso solo più dolorosa la nostra relazione. Non ho saputo darti quello di cui avevi bisogno. Qualcuno con cui parlare, con cui sfogarti, qualcuno a cui gettare addosso il veleno che la vita ti stava offrendo, per berlo insieme, dalla stessa coppa, come nella poesia che ho scritto per noi. Non ho saputo darti il coraggio di raccontarti, non ho saputo indicarti la via della salvezza ed è per questo che stiamo entrambe su quel maledetto scoglio a picco sull’oceano, perché certe cose bisogna avere il coraggio di DIRLE, anche se non si possono accettare, che smettano di tormentarci nel silenzio, facciamole volare dalle nostre labbra, finalmente libere, che ci feriscano pure nel momento in cui spiccano il volo, saranno ferite lievi, poi potremo respirare senza più paura che un sospiro ci faccia del male. Ho paura di farti del male con i miei sospiri, perché pesano come una condanna, e allora li lascerò volare e posarsi su questo foglio perché sappiano chiederti perdono, perché mi lascino finalmente alla mia vita e tu capisca che in questo volo c’è tutto quello che ancora ho da darti.
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Caro Diario... Scritto il 01/02/2005
wow, è un secolo che non scrivo niente qui dentro. Sono cambiata parecchio in questi ultimi mesi. Ho perso tanto in questi mesi, almeno tre chili e una buona dose amici. Però ho scoperto di essere molto più forte di quello che pensavo, di avere un equilibrio che nemmeno i miei amici mi attribuivano, così mentre tutti mi dicevano di scappare io sono rimasta dov'ero e ho messo insieme i resti.
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Caro Diario... Scritto il 27/10/2004
no, non ti chiederò se resterai un giorno, solo un'ora se puntualmente siamo all'ultima puntata della nostra storia adesso no non mi importa niente niente al mondo
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Caro Diario... Scritto il 30/09/2004
ho trovato questa nella mia soffitta:
grazie
per i miei giorni di pioggia per i miei giorni di lavoro per i miei mai per i miei devo andare per i miei scusami, non posso per i miei ritornerò
grazie di credermi e di non fingere di farlo quando sto mentendo
grazie di perseguitarmi e di rendermi felice per questo
grazie per la pioggia, per le stelle e per il vento senza te a guardarle non sarebbero così belle
(niente sarebbe bello senza di te)
grazie per dare un senso alle cose che non ne hanno anche alla ruota di criceto che è la mia vita
certo che se ne scrivono di cose ridicole
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Caro Diario... Scritto il 09/07/2004
Non si riesce a trovare un senso, forse non c'è. Ma non credo sia la cosa più importante. C'è gente che si perde nel cercare un senso alla propria vita e si dimentica di viverla. Vivere vitam. Una volta ero così. Adesso mi alzo dal letto ogni mattina (tardi, perchè se è vero che chi dorme non piglia pesci non me ne frega un cavolo perchè a me il pesce non piace) mi rimbocco le maniche con la favolosa camicia immaginaria con cui sono nata e faccio quello che mi sento di fare o quello che devo (spinta dai sensi di colpa). Ho smesso di farmi troppe domande.
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Caro Diario... Scritto il 11/06/2004
Ci sono giorni in cui mi sento in bilico. Mi sembra di non essere mai abbastanza per me o per chiunque altro. Mi sembra di cadere, c'è stato un periodo in cui mi è sembrato di precipitare giù per anni. Adesso tornano a sprazzi questi momenti di black-out e allora aspetto che torni qualcuno a farmi compagnia.
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Caro Diario... Scritto il 06/06/2004
oggi ho ferito una persona a cui tengo moltissimo e mi sento in bilico perchè l'ho ferita senza averne l'intenzione, senza sapere adesso cosa fare per rimediare. Sento di non aver fatto niente di sbagliato ma probabilmente continuo a sbagliare nei modi. I messaggi sono pericolosi. trasportano solo le parole ma senza una voce che le accompagna possono essere facilmente fraintese, le mie più degli altri. Forse se avesse sentito la mia voce in quel messaggio avrebbe capito che intenzioni avevo, ma non è successo, probabilmente ha sentito la voce di qualcun altro ed ora io piango per le colpe di un altro e chiedo scusa per le colpe di un altro.
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Caro Diario... Scritto il 06/06/2004
"November Rain" (Rose)
When I look into your eyes I can see a love restrained But darlin' when I hold you Don't you know I feel the same
'Cause nothin' lasts forever And we both know hearts can change And it's hard to hold a candle In the cold November rain
We've been through this such a long long time Just tryin' to kill the pain
But lovers always come and lovers always go An no one's really sure who's lettin' go today Walking away
If we could take the time to lay it on the line I could rest my head Just knowin' that you were mine All mine So if you want to love me then darlin' don't refrain Or I'll just end up walkin' In the cold November rain
Do you need some time...on your own Do you need some time...all alone Everybody needs some time...on their own Don't you know you need some time...all alone
I know it's hard to keep an open heart When even friends seem out to harm you But if you could heal a broken heart Wouldn't time be out to charm you
Sometimes I need some time...on my own Sometimes I need some time...all alone Everybody needs some time...on their own Don't you know you need some time...all alone
And when your fears subside And shadows still remain I know that you can love me When there's no one left to blame So never mind the darkness We still can find a way 'Cause nothin' lasts forever Even cold November rain
Don't ya think that you need somebody Don't ya think that you need someone Everybody needs somebody You're not the only one You're not the only one
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Caro Diario... Scritto il 21/12/2003
A volte ripenso al tuo viso e la mia fantasia gioca con i miei ricordi. Sembra ieri che ti ascoltavo, rapito dalla tua voce, dai tuoi occhi, raccontarmi la tua vita e mi perdevo dietro ogni tuo respiro. Per giorni, mesi, anni ho coltivato il tuo ricordo credendo di avere così l'illusoria speranza di trattenerti nella mia mente così come ti avevo conosciuto, così come mi piace ricordarti. E' finito il tempo dei giochi. Domani scoprirò che ho coltivato solo bugie. Il mio giardino segreto sarà devastato della verità e io sarò straziato e resterò muto nel vento.
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Caro Diario... Scritto il 19/12/2003
Notte. Le onde che si infrangono sulla chiglia mi destano dai miei incubi notturni, frammenti di un passato con cui la mia coscienza mi perseguita. La luna gioca con il mare all’orizzonte in un moto cullante di luci e suoni fluttuanti. Incostanti come la mia memoria. Non ricordo più neanche perché sono partito, dove andrò è un problema che ha smesso da tempo di assillarmi, l’importante è che questa vecchia barca ce la faccia ad arrivare da qualche parte. Mi lascio trascinare dalla corrente, l’ultima tempesta ha fatto strage della vela. I brandelli oscillano tiepidamente al vento nella notte silenziosa. Ho perso il Nord. Sembra che manchi una stella nel mio cielo.
Potrebbe diventare qualcosa di bello. Dovrei continuare a scriverla? Rispondetemi in privato
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Caro diario... Scritto il 15/05/2004
Oggi è stata una giornata strana,dominata dall'insofferenza che accompagna i miei giorni,con un paio di punti luce. Sento nelle braccia la sua assenza, per quanto possa cercarla non sarà mai mia, la mia vita. Non ho mai saputo quali fossero i miei limiti ed anche adesso continuo a sorprendermi. Continuo a ignorarli. Sento un graffio sfiorarmi l'anima e la vedo sanguinare. Rido mentre penso che sono ancora vivo. Mi piace, mi fa sentire forte questo piccolo dolore.
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Poetry_Camael Scritto il 15/12/2003
Ti ho cercata sulla sabbia, passo dopo passo, seguendo la danza delle onde all'alba, mentre il sole si staccava dolorosamente dall'umido bacio del mare e la brezza mi portava i suoi sospiri. Dove sei? Isola dispersa, anima senza rifugio, notte buia e calma e silenziosa. Fredda, pungente come il sorriso di cristallo sul tuo volto ogni volta che si agita in te il suono di una carezza perduta. Non so chi sei, delirio fragile, ti perdi tra le onde e il nulla ti scioglie.
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